Proteggere le Zone 'Wilderness' d'Europa

"Wilderness" - Natura Vergine

Il termine ‘wilderness’ solitamente evoca nella gente l’immagine delle vaste distese della tundra artica in Russia o delle giungle fumanti divapore in Amazzonia. Pochi potrebbero pensare all’Europa come un luogo dove la natura è ancora intatta e relativamente incontaminata dall’uomo. Ma basta citare il Delta del Danubio o la Foresta di Bialowieza per riconoscere che in Europa possono ancora esserci luoghi abbastanza naturali.

La Risoluzione del Parlamento Europeo ha richiamato l’attenzione sul ruolo vitale che svolgono le aree wilderness nell’arrestare la perdita di biodiversità. Al fine di dare a tali aree un maggior riconoscimento, ha invitato la Commissione a sviluppare delle specifiche linee guida per gli Stati membri sulle migliori modalità per garantire la loro conservazione nel contesto della Rete Natura 2000..

L’intenzione non era quella di chiedere una nuova politica dell’UE sul tema, ma piuttosto di rinforzare il valore delle aree wilderness nel raggiungimento degli obiettivi delle direttive Habitat e Uccelli, e della più ampia strategia dell’UE per la biodiversità 2020.

Il documento guida avrà quattro obiettivi specifici :

  • chiarire la rilevanza delle direttive Uccelli e Habitat per le aree wilderness, considerando le diverse caratteristiche di naturalità in Europa;
  • indirizzare la gestione delle aree wilderness all’interno di Natura 2000, dove l’obiettivo di gestione è quello di preservare o ripristinare lo Proteggere le aree Circa il 13% della Rete Natura 2000 presenta caratteristiche di naturalità. © Ben Hall/natureplstato di naturalità ;
  • presentare le nostre attuali conoscenze sui vantaggi di un tale obiettivo, sia in termini di contributo al raggiungimento all’interno dell’UE di uno stato di conservazione favorevole delle specie e degli habitat protetti, sia in considerazione dei numerosi e preziosi servizi ecosistemici che forniscono;
  • presentare esempi di buone pratiche di gestione delle aree wilderness in diverse regioni dell’UE.

Aree wilderness all’interno di Natura 2000

Secondo recenti analisi, circa 80 tipi di habitat, 59 specie di uccelli e altre 72 specie di importanza comunitaria sono strettamente dipendenti dalle aree wilderness per la loro conservazione. Ne fanno parte specie che hanno esigenze ecologiche molto specializzate, come coleotteri saproxilici o picchi e civette. Sono anche comprese specie di grandi predatori come orsi, lupi e linci, che tendenzialmente stanno meglio in vaste aree indisturbate lontano da popolazioni umane, anche se non vivono esclusivamente in aree wilderness.

Tra i tipi di habitat, lande boreali, torbiere alte, dune di sabbia, foreste della taiga, praterie calcaree e boschi ripariali di latifoglie lungo i fiumi sono tra quelli più comunemente associati con le aree wilderness.

Complessivamente, si stima che circa il 13% della Rete Natura 2000 contenga caratteristiche wilderness. Non sorprende che i più alti valori di naturalità si trovano nelle Regioni Boreale e Alpina, ma in qualche misura sono presenti anche nella Regione Mediterranea.

Gestione ‘senza intervento’ e ripristino

Gran parte ar-ee wilderness residue europee sono gestite attraverso il ‘non-intervento’. Ciò significa ritirare i terreni dalla produzione in favore della natura e consentire ai processi naturali di svolgersi senza impedimenti da parte dell’uomo. Ma non è lo stesso del ‘non fare nulla’.

Resta importante mantenere i contatti con le parti interessate e le comunità locali al fine di ottenere la loro accettazione e il loro sostegno per realizzare un’area wilderness nel loro territorio. A seconda dello stato di conservazione delle specie e degli habitat presenti, in alcune aree potrebbe anche essere necessario un accurato ripristino, al fine di ‘ri-naturalizzarle’, prima di poter introdurre un regime di non-intervento.

L’analisi di diversi casi studio provenienti da diverse parti dell’UE ha evidenziato le seguenti misure di gestione come particolarmente rilevanti per le aree wilderness.

Queste saranno incluse nel prossimo documento guida :

  • usare la zonizzazione al fine di combinare la protezione delle zone wilderness, delle aree semi-naturali e delle attività ricreative sostenibili;
  • garantire la connettività ecologica con le aree adiacenti per favorire i movimenti migratori delle specie;
  • ripristinare gli habitat degradati o modificati;
  • assicurare/stabilire una gestione senza intervento dopo un disturbo naturale;
  • reintrodurre e/o eradicare certe specie;
  • prevenire gli incendi boschivi attraverso la promozione della composizione originale degli habitat forestali;
  • promuovere servizi educativi e di interpretazione per i visitatori, le scuole e le comunità locali;
  • ridurre al minimo l’intervento umano illegale e indesiderato attraverso l’applicazione della legge e fornire un servizio di sorveglianza per le zone di stretta protezione;
  • attuare il monitoraggio e fornire opportunità per le attività di ricerca.

In risposta alla Risoluzione adottata dal Parlamento europeo sulle ‘Aree wilderness in Europa’, la Commissione sta preparando un nuovo documento guida sul modo migliore per garantire la conservazione di queste aree di particolare pregio nell’ambito della Rete Natura 2000..

Definizione operativa di area Wilderness

Il documento guida individua le qualità che caratterizzano un’area wilderness – grado di naturalità, assenza di disturbo, mancanza di sviluppo e dimensioni dell’area - e offre una definizione operativa del termine ‘aree wilderness’. in un contesto europeo.

" Un’area wilderness è un’area governata da processi naturali, si compone di habitat e specie autoctoni ed è abbastanza vasta per il funzionamento ecologico dei processi naturali e la formazione di strutture naturali. E’ intatta, e sembra essere influenzata principalmente dalle forze della natura. Non è sviluppata, senza insediamenti, strade o disturbi visivi"

Ufficio delle pubblicazione, de l'UE

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